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Informo personalmente che mi sento fortunata (anche senza Google).
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MaraVeis

..forse sono unica non solo perchè non siamo creati con lo stampo..
14 agosto

avviso

i nuovi spaces di msn fanno schifo. mi sono trasferita su: http://maraveis.splinder.com
25 julio

quid quod quad vadis

mi trovo in uno stato di mascheramento, ora come ora: dentro una statua di legno. osservo il mondo, incapace di esprimermi o forse persino di emozionarmi.
dubito nuovamente sulle mie capacità di essere una persona e mi rammarico che non sia la prima volta, perchè superstiziosamente potrebbe essere un problema reale.
mi chiedo come faccia a rimanere così gelida di fronte a certe cose, siano esse la morte o la bellezza.
chissà se sono giusta. chissà perchè non desidero nulla, adesso: neppure il mio videogioco preferito. guardo fissa davanti a me e sorrido, lasciandolo scorrere nella mia mente in automatico, ormai. muovo anche la bocca a ripetere le frasi corrette, ma non le sento: non mi dicono nulla (sebbene sia io a dirle).
non è noia. è calma, pacifica calma.
vedremo poi.

la soluzione studiata

guardavo un telefilm, oggi pomeriggio. c'era una scena in cui una si scusava con un'altra per averle detto cose cattive, quando invece si era resa conto di essere lei la colpevole del casino successo poco prima, nella puntata.
l'implorava di perdonarla, ma l'altra rimaneva muta e strigliava il suo cavallo: era stata evidentemente ferita da una persona che amava.
mentre la scena andava, io immaginavo uno sviluppo parallelo.
 
T: perdonami, ho sbagliato: è stata colpa mia.
S: ....
T: dimmi qualcosa, ti prego. spero di non averti ferita
S si gira e mostra ora il suo viso in primo piano: ha un occhio in meno.
S: l'hai fatto, invece. è solo colpa tua!
S ride sguaiatamente, T trattiene un conato di vomito.
 
la trama poi proseguirebbe nell'analisi dell'angoscia di T e credo sarebbe un racconto lunghissimo: l'orrore provato alla vista di quel gesto sarebbe enorme.
non riesco a vederne la fine di tutto, ma credo sarebbe un'esagerazione il suicidio di T, per quanto mi sia passato per la testa. Credo che una convivenza eterna col senso di colpa sia la conclusione migliore.
 
questo spiega molte, molte cose
23 julio

scritti negati e disconosciuti

vedo una testa a testa. il che, teoricamente, dovrebbero signficare due teste ciascuno.
bene, bifronti e quadricorni, guardiamoci negli occhi.
sminuiamo le nostre colpe: abbiamo MA a volontà da dividerci. il che ci pone davanti un problema: la nostra volontà preceduta da tale particella così dubitativa sarà in grado di reggerci? e combatterà al nostro fianco o farà a gara con noi su chi si ritira prima?
 
<< ti ritiritu tu? >>
 
mi segno qui giusto un invito masochistico: frustrami e dimmi che sono un orbo, frustrami e negami l'intelletto.
prodotto su rivisitazione di una canzoncina divertente e stupidina: reazione ad un dialogo virtuale che mi ha irritata peggio che i jeans stretti (non c'è chilli che regga, a volte).
 
troppo, troppo diaristico.
21 julio

ho letto di ricerche sui suicidi giovanili

anche un grazie al mio pensiero costante: amore.
in odore di brevità, indico il cielo con la mancina, il mio cuore con la destra e chiudo il circuito tra gli infiniti: divento scosse e brividi, desideri d'incanto.
sforzo costante, come destreggiarsi su un alluce solo. solo così afferro l'attimo di coerenza.
ancora grazie.
13 julio

ahi cu?

tuona e credo che si chiami vita o via o vite, l'acqua che cade dal cielo e mi ubriaca di illusioni
12 julio

amando amami ti amo e amerò

mi crogiolo in un ricordo vivido di due anime intrecciate, prima ancora che facessero la loro comparsa nel mondo. o forse prima che il mondo facesse la sua comparsa dentro di loro.
allora erano il buio ed il silenzio: solo il respiro della terra era udibile, per chi aveva orecchie abbastanza buone e molta, molta pazienza. perchè è risaputo che le montagne hanno un cuore gigantesco e per metterlo in moto, per far sì che tutti -atri e ventricoli- completino il loro ciclo, ci vogliono eoni.
e in uno o mille di questi eoni, due anime restavano mute, perse in una canzone.
 
in quell'attimo io non sono io, in quell'istante il tuo respiro è il mio ed il mondo stravolge le sue orbite, sposta il suo asse e inventa evoluzioni ed involuzioni. e potrebbe non importarmi dell'equilibrio, se solo non volessi essere certa di non perdermi in quell'infinito
 
cosa posso dire? ero una, ero due. ero infinita e per un attimo l'ho afferrato e guardato in faccia, con puro spavento e gioia: era davanti e dentro di me, forse mi avvolgeva.
il momento in cui nacqui e morirò.

tanto è stato il maggiordomo

scusa ma.
ma non è mai stata colpa mia,
ma, in fondo, te la sei cercata,
ma, volendola dire tutta, credo di non doverti neppure delle scuse.
 
scusa, ma non ti devo alcuna scusa.
 
ho il vago sospetto che così non funzioni troppo bene
11 julio

amen

canti e segreti che il ventre dell'immensa madre custodirà.
sospiri non terreni e abbracci embrionali,
rosso e nero e bianco in un giorno solo
08 julio

goal?

ha senso l'amor di patria in una società che spesso e volentieri si riempie la bocca di cosmopolitismo?
hanno senso, a questo punto, le rivalità tra i paesi, basati anche su scorrettezze (possiamo spaziare dai mondiali di calcio, alle guerre là, laggiù -ma è poi così lontano?)?
nazionalismo.
dove non si fa altro che parlare di federalismo.
nazionalismo in un paese che sembra vergognarsi a dimostrarsi onesto e gentile, così come era conosciuto anni fa, forse, ma al quale non pesa avere rappresentanti corrotti che con estrema facilità ridono delle loro "disgrazie".
buffoni tutti.
i-ta-lia-na (io l'inno lo conosco).
verde, bianco, rosso.
chi me l'ha sporcata, la bandiera?
07 julio

mi bruciano gli occhi: pessima idea, quella del rogo

non ricordo più se sono abiutata a scrivere con o senza maiuscole, in questo luogo (debole baluginio, la ricerca della coerenza).
ho letto, letto e riletto. ho anche un po' pianto (ma non di disperazione).
più che altro era un pensiero che mi diceva "sì, ecco, me lo dicono tutti. e tutti me lo augurano, ma mai abbastanza bene, temo".
perchè è così.
di nuovo devo mettermi a pensare su quale destino voglio.
02 julio

carosello

entra in scena un coso piccolo e scuro. è vestito di pelli ed ha la faccia dipinta di blu.
<<io sono un incubo>> mi dice.
-ok, non sei bellissimo, ma "incubo"...
e intanto mi chiedo cosa ci faccia lo stemmino della Pan Air cucito sulla pelliccia di animale selvatico che indossa.
<<nel senso classico del termine..>> e se ne va. io rimango perplessa, ma non ho tempo di pensarci: subito compare sul palco una donna. è molto bella, per quanto un po' smunta, forse. ha in mano un piatto di finocchi con la panna, passati al forno e leggermente gratinati. il loro profumo mi fa correre l'acquolina in bocca. me li porge.
<<io sono un succubo>>
allora capisco, ma non so cosa rispondere, anche perchè lei se ne va e viene prontamente sostituita da una donna più anziana. ha un che di madre, nel suo fare. mi piace, mi suscita affetto incondizionato. corro verso di lei e l'abbraccio, eppure me la godo per poco tempo: lei sembra volatilizzarsi tra le mie braccia.
<<io sono l'incertezza>> eccheggia nell'aria.
dietro di me, un colpetto di tosse, come se qualcuno stesse cercando di schiarirsi la voce. mi giro: una donna ancora più vecchia. è alta alta e sottile, quasi invisibile: uno spillo, penso.
<<io sono la Verità, eppure non ci sono>> sussurra. china un poco il capo, studiandomi.
-ma cosa devo fare?
(non sapevo cos'altro chiedere)
i suoi occhi sono limpidi, ma nessuna emozione traspare: osserva.
e poi di lei più nessuna traccia, nonostante sforzi i miei occhi.
tocca ad una parete mobile di cartone: è immensa e da dietro una voce acuta.
<<ci sono, ma ancora non sai come sono fatta>>
ride e poi piange e se ne va.
di là: nell'ombra c'è qualcosa, lo sento e a malapena percepisco un odore. non mi piace, ma mi sforzo di farmelo andare giù
<<sono l'ignorata>>
-e tale spero tu rimanga
gli sibilo con disprezzo, senza comprendere il perchè di tutta la mia rabbia.
non c'è tempo, non c'è tempo..
-chi sei? il bianconSiglio, forse?
risa. la cerco, la nuova venuta. la scorgo solo più tardi: è lassù in alto. la voglio, la vorrei raggiungere, ma scherza con me e poi piange e ride di nuovo.
<<io sono Confusa>>
e balla, senza sapere se restare o andarsene: ha visto tutto e non capisce se lo spettacolo le sia piaciuto o meno.
-non capisco come aiutarti
le grido io, mentre la sua danza prosegue, senza sosta.
allora decido di sedermi. una roccia resa comoda dal muschio.
-come si fa?
<<non so, ma possiamo sempre discuterne con calma>> mi dice il sasso.
-bene, iniziamo, allora.
<<siamo d'accordo>>
almeno qualcuno c'è.
25 junio

solitario

quando arrivi ad augurare buona notte alla notte (in modo che non sia troppo crudele neppure con sè stessa), allora forse parte del tuo cuore è guarito, perchè ti rendi conto che c'è almeno una stella, lassù, che brucia più forte di te e, in fondo, soffri di meno.
23 junio

cosa ho guadagnato

  • addormentarsi e svegliarsi accanto a qualcuno per la prima volta
  • stringere la sua mano
  • abbracci
  • baci sul collo dati
  • giochi con le orecchie ricevuti
  • giochi con le dita
  • la mia mano sul suo fianco
  • la sua mano sul mio fianco
  • provocare (reciproco)
  • sapre di essere bella, almeno per qualche attimo
  • la normalità di una relazione, almeno per qualche attimo
  • sentirsi accettati
  • sentirsi desiderati, almeno per qualche attimo
  • momenti di silenzio mentre ci si perdeva negli occhi altrui
  • calore di un altro corpo
  • peso di un altro corpo
  • carezze
  • sogni sul futuro
  • fantasie
  • attimi di felicità durante giornate vuote
  • sorrisi interiori durtante serate prive di significato ed interesse

perchè?

non sono una stella, non sono la stella di nessuno. non brillo non splendo non illumino niente di un beato nulla. non sono una stella.
per favore. non lo sono...
non più.

dal mio prossimo romanzo

eccomi a fare la lista del mio immenso lato oscuro.
egli è colui che si diverte a fare del male quando sa che chi ha di fronte è più debole di lui. egli, ovviamente, è anche colui che si diverte a fare del male a me stessa, e ci gode.
se potesse si masturberebbe sulle ferite degli altri (ed il piacere ricavato sarebbe infinito, credetemi): tanto, lo fa già sulle mie, che differenza c'è?
bene, il mio lato oscuro, nero come la peste e spaventoso quando la solitudine (queste sono le sue parole, infilate così, quasi mimetizzate tra le mie, in modo da farmi chiudere gli occhi, stringere i denti e ingoiare amaro e lacrime) ora mi dice che deve sfogarsi. come non obbedire al mio signore e padrone?
e allora ecco a lui la parola:
 
<<mi domando se ho voglia di innamorarmi. mi chiedo se ne vale veramente la pena o se semplicemente potrei farne a meno per tutta la mia vita. io ora inizierò la ricerca, sarò perfetta, sarò micidiale e troverò chi soddisferà i miei bisogni. perchè tutto quello di cui ho bisogno è qualcuno che si conceda a me, completamente innamorato, perso totalmente. e io, per questa meravigliosa persona -ringraziere in eterno i miei dei per tale dono- sarei unica. cosa significa? significa che a quell'essere di luce donerei tutta la mia dedizione. sarò paziente, tenera, dolce e romantica. sarò comprensiva, sarò da sogno. cosa manca alla ricetta? solamente un'anima in pena pazza di me. sì, sono convinta che ce ne siano, lì fuori -d'altra parte sento ad ogni angolo lamentarsi della mancanza di quel minimo di gusto estetico: per me accorreranno a frotte!!!>>
 
mi sai facendo male.
 
<<lo so, ti piace?>>
 
no, io non voglio che sia così. io voglio godermi ogni momento. non chiedo, non chiedo, non chiedo che mi sia dato un contentino e che soltanto il mio ego (e la mia autostima?) ne goda. io ho un'idea di quello che è l'amore, io...la mela...la metà...io...
 
<<e chi, allora, ha mangiato la tua mezza mela, lasciando solo quella marcia e bacata? guarda i vermi: ti stanno divorando il cuore e lo stomaco. si cibano di te, tu ti stai mangiando da sola. tu permetti che questo venga fatto>>
 
vorrei solo che smettesse...
 
<<il condizionale è indicativo -perdonami il gioco di parole- di falsi desideri: non lo vuoi. a te va bene così: crogiolati lì, vittima sacrificale. vedrai presto la luce -ti sto sentendo venire o sbaglio?- e presto una mano ti recupererà dalla me[..]a in cui sei finita e sarai eternamente grata, a quella mano: la bacerai, la stringerai a te, ci farai l'amore. e mai, mai e poi mai sarai in grado di avere per te il corpo tutto intero, per timore di guardare quegli occhi, magari annoiati, per paura di non scorgere sorriso alcuno.
accontentati, amore mio>>
 
a-accontentati, a-amore m-m-m-mio.
io
sono
stata
sconfitta
22 junio

essere una donna _A. Tatangelo_ (urgh!)

è incredibile come una canzone così stupida possa farti pensare. cos'è? cosa sono? probabilmente questa domanda mi perseguiterà fino alla fine del mio personale mondo, perchè a seconda dei giorni sarà uno dei miei infiniti lati a prevalere e a trovare per me nuove definizioni.
sono una donna?
sono una donna.
e cosa vuol dire? suppongo che influenzi molto la mia vita. sono una donna. mi piace dirlo. sono una donna, distesa sul divano. e ieri ero su un letto, completamente nuda, con un mazzo di carte sul mio ombelico. lo guardavo e cercavo di capire quale sarebbe stato il mio destino. e tutte quelle volte in cui i miei sogni mi portavano in mondi stupendi in cui braccia e gambe si intrecciavano, io ero lì, priva di coscienza di me, consapevole solo del fatto che in quel momento sarei stata felice. lo ripeterei per sempre: sono una donna e lo posso fare comunque. è questo che mi piace, è questa normalità che mi colpisce.

e vai via dalle mani _G. Nannini_

tienimi caldo di speranza in un'estate senza baratri di disperazione. senza previsioni, dove si sono rotte braccia e gambe e nell'insensibilità avanzo guardandomi dentro stupita perchè non sento niente.
perchè so che qualcuno sta urlando, bussando, battendo i piedi, ma io non riesco a capire dove sia (è più una sensazione che un vero sentire). e so che nel momento in cui sarò in grado di udire, allora sarà spaventoso.
e non voglio, non ho per niente voglia di aspettare che succeda: preferisco lasciar cadere tutte le mie lacrime in una volta, strizzarle giù in modo da non avere nulla da dire, quando sarà il momento.
preferisco di gran lunga pensare che sia stato un errore, un sogno o una delle mie solite illusioni (e rinchiudermici di nuovo, nelle mie vecchie fantasie abbandonate dietro le spalle pochi giorni fa).
20 junio

ricordo quando ricordo (quando)

in piena luce
lei scenderà
candida e scura
senza pietà
a piedi nudi
lei scenderà
candida e scura
ti chiamerà
 
in piena luce
lei scenderà
a piedi nudi
ti chiamerà
col suo vestito
ti avvolgerà
candida e scura
si spoglierà
 
Seduzione_G.Nannini_
19 junio

a chi riceve telefonate di gente che sembra ansimare

continuo il resoconto sul diario di bordo, nella traversata verso il proverbiale e quasi banale oceano della vita. niente tempeste, oggi. qualche ricordo di spiagge assolate soltanto: era bello stendercisi su e fingerei di essere ancora lì, mentre mi rilasso sul ponte ad ascoltare il mare. ignorerei il duro del legno, sforzandomi di credere che sia sabbia. pensa ancora e ricorda con piacere, la mia mente.
parole e amore di qualcuno che farebbe qualsiasi cosa per te hanno giovato a molti cuori stanchi. anche al mio: è stato bello e commovente, non sentirsi soli in un periodo così brutto. imbarazzante, a tratti, ma oggi non avrei mai pensato di sentirmi...bene, con tutte le eccezioni del caso. sto bene e mi stupisco a dirlo.
sto bene e per questo ti ringrazio.

dopo

dopo tutto, dopotutto.
ok, va e sta andando e continua ad andare. ho fatto richiesta in carta bollata al mondo di fermarsi per qualche mese, ma credo che non sia più necessario (in ogni caso, la burocrazia mondiale dubito farebbe passare la mia proposta: neppure ho bisogno dello sforzo di ritirare la domanda. tanto, ci spenderei soltanto tempo e denaro per altre marche da bollo). avrei firmato col sangue, ieri, un qualsiasi patto demoniaco con l'agenzia viaggi preposta per ritornare sulla mia stella isolata e prenotata da anni.
ma oggi va.
non per sempre, ovvio, però penso di poter sopportare qualche ricaduta, per quanto chilometrica possa essere. e se le pareti di smalto su cui bruciano simboli arcani (chiaro riferimento all'avanguardia russa) dovessero improvvisamente sciogliersi, credo riuscirei a scivolare giù senza particolari difficoltà e a riprendere una nuova scalata, magari dopo una piccola pausa.
sì, nuova corsa. una spaccata ai pantaloni impolverati (ieri c'era della sabbia, non so come) e di nuovo in cammino. zaino in spalla e, per quanto gli occhi possano essere consumati dal poco dormire o dallo scorrere di nuove acque, ho gli occhiali fatti su misura per me.
si va.
16 junio

trampolino

uuuuuuuh
ZOMP
uuuuuuuh
ZOMP
uuuuuuuh
    ZOMP  
       uuuuuuuh

senza fine

come un mese fa circa: chiudo gli occhi e penso e questa volta il colore è diverso. un po' più profondo, oserei dire. i miei inattesi indesiderati pensieri sono qui con me e mi dettano, lettera per lettera, la composizione finale. ed ecco il mio beneamato pubblico: leggete, leggete, a voi in pasto le mie parole. dalla mia bocca, dagli occhi colano immagini e luce. eccola cos'è, mara. niente di più di questo: l'avete conosciuta quando si riteneva una bella persona o siete riusciti a vederla ingenuamente salda alle proprie convinzioni?
ingenua, sì.
e piccola, tanto.
cos'ha che non va? spiegare, spiegare: per quanto ancora? domandarsi perchè non è perfetta quanto vorrebbe [e poi desiderare di sapere come potrebbe essere perfetta, le parti da aggiungere o i difetti da togliere: cosa?]. mi rendo conto di non avere nulla che cambierei, forse [o non lo ammetteresti mai?] e non ho nulla da recriminare al mio sfolgorante passato di successi di ogni tipo: precoce, intelligente e simpatica. cosa cazzo vorresti di più? eppure tendo verso un infinito di incertezze, tranne un'unica cosa certa: un buco nero.
ma cos'è che mi rende così?
sono le voci, sono indubbiamente le voci.
o è un'unica voce, realizzazione di paura, quella di un ragazzo, una persona qualsiasi, una persona che potrei definire non importante, se il mio cervello fosse in grado di recepire le negazioni, e che quindi chiamerò inutile, ignobile, finta, morta dentro, marcia...eppure con gente che l'ama [perchè quel giorno era con un amico ed una ragazza]. bene, è la sua voce che mi torna in testa come una qualche maledizione, qualcosa che avrei dovuto cancellare e che invece non riesco a non ricordarmi, ogni volta che passo tra la gente che non mi conosce.
che brutta
perchè continuo a ricordarmelo? e perchè mi irrigidisco anche solo a dover chiedere permesso? in cosa manco? quale parte di me, quale vitamina o ormone?
e tutta la tua strada va vista sotto questa luce? non è forse solo finzione? quale interesse? quale abilità? è tutto solamente un modo per sentirsi bene con gli altri. dov'è la cultura personale? ma cosa me ne frega a me, che se fosse per il mio entusiasmo me ne starei a perdere il giorno davanti ad uno schermo, come sto facendo ora.
e allora ogni singola scelta è solo per rendermi particolare.
tutto quello che faccio, tutto senza un briciolo di anima e con tutte le più rosee speranze di buona riuscita: ve lo dimostrerò che di me ci si può fidare, ci si può innamorare in tutti i sensi che conoscete. lo vedrete che sono in grado di passare tutti gli esami che mi farete, in qualsiasi campo io sarò la migliore. invidiabile e, per di più, ribalterò tutte le definizioni di "secchione" che conoscete.
non lo so, io ancora non capisco quale sia la risposta e ho mal di testa.
dove me ne sto andando, così ridotta? a creare un nuovo mondo e una nuova vita. ma per chi? e chi me l'ha mai chiesto?
14 junio

è ora

cosa, come, dove, perchè?
saranno altre le domande che mi fregheranno.
non mi interessa, non mi interessa, non voglio, non mi va. ho sonno da tutt'oggi, non penso.
non.
no.
cos'è?

per favore

....guarisci, guarisci, guarisci, guarisci, guarisci, guarisci, guarisci, guarisci, guarisci, guarisci....